Storia delle scommesse

Il gioco d’azzardo non è, come contrariamente si pensa comunemente, un invenzione della modernità, ma ha anzi accompagnato la storia dell’uomo fin dai suoi inizi. Le scommesse in ogni loro forma sono talmente antiche che stabilire una data in cui questa pratica ha avuto inizio è praticamente impossibile. Già le prime civiltà, migliaia di anni prima di Cristo, hanno fornito agli archeologi prove di qualche sistema simile alle nostre scommesse e giochi d’azzardo: frammenti di dadi, oggetti simili alle nostre carte e altri strumenti sono stati ritrovati in molti siti, dall’Egitto, alla Cina, all’India, all’Europa prima e dopo Roma, al mondo arabo.

E’ proprio una parola araba che indica il dado, “Zarah”, ad aver dato origine al termine francese “Hasard” da cui deriva l’italiano “Azzardo”. I primi giochi probabilmente sono nati come emulazione delle pratiche divinatorie degli stregoni, che dal lancio di alcune pietre e dalla loro casuale disposizione a terra traevano gli auspici. E’ probabile che la ripetizione di tali gesti al di fuori dell’attività rituale sia stata trasformata in un gioco sul quale puntare dei beni materiali.

Ma ancora più diffuse e più radicate nella storia sono le scommesse legate agli eventi sportivi. In Grecia, a Roma, nel medioevo e fino ad oggi, sono cambiati gli sport e i giochi, ma non è cambiata la passione delle persone per puntare denaro o altri beni sui risultati. Pugili, cavalli, gladiatori, atleti, squadre di qualunque disciplina, il mercato delle scommesse è sempre stato fiorentissimo.

Le scommesse sportive come le intendiamo noi, dove un bookmaker dà una quota per la probabilità che si verifichi un determinato evento, sono nate alla fine del XIX secolo sulle corse dei cavalli. Dalla Francia, al Regno Unito, agli Stati Uniti e poi in tutto il mondo, si sono diffuse ed hanno iniziato ad essere collegate anche a tutte le altre discipline sportive.

L’avvento di internet ha reso le cose ancora più complesse. La scelta è sempre più ampia, i bookmakers si sono moltiplicati in maniera esponenziale, ma altrettanto è aumentato il rischio di giri non sempre regolari e legali. Per questo in molti Paesi, Italia compresa, questo tipo di attività è controllato con leggi e regole estremamente restrittive e severe.

 

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